IMPIANTI DENTALI A GENOVA
Che cos’è un impianto dentale?
Molti pazienti utilizzano la parola “impianto” per indicare tutto il nuovo dente. In realtà l’impianto è soltanto la parte che viene inserita nell’osso e che svolge una funzione simile a quella della radice di un dente naturale.
Sopra l’impianto viene poi realizzato il nuovo dente, cioè la parte visibile che utilizziamo per sorridere e masticare.
Per noi il punto di partenza non è semplicemente inserire un impianto, ma progettare il risultato finale: un dente funzionale, satbile e il più naturale possibile.
Prima progettiamo il dente. Poi pianifichiamo gli impianti
Quando dobbiamo sostituire uno o più denti, non partiamo semplicemente dal punto in cui inserire un impianto.
Partiamo dal risultato che vogliamo ottenere.
Valutiamo prima come dovranno essere i nuovi denti: la loro posizione, la forma, l’estetica e il modo in cui dovranno funzionare durante la masticazione. Solo dopo pianifichiamo la posizione degli impianti che dovranno sostenerli.
In alcuni casi può essere necessario ricostruire l’osso o migliorare i tessuti gengivali, per creare le condizioni più favorevoli a ottenere un risultato stabile e naturale.
Questo approccio prende il nome di implantoprotesi: implantologia e protesi vengono progettate insieme fin dall’inizio.
L’impianto è il mezzo. Il risultato finale è il nuovo dente.
Mettere un impianto fa male?
L’intervento viene eseguito in anestesia locale, quindi durante la procedura il paziente non deve avvertire dolore.
Nel nostro studio prestiamo molta attenzione anche al comfort durante l’intervento. Nei pazienti più ansiosi, o nei casi più complessi, possiamo utilizzare la sedazione cosciente con protossido d’azoto, che aiuta a vivere la seduta con maggiore tranquillità.
Dopo l’intervento può esserci un normale fastidio post-operatorio, generalmente controllabile con la terapia prescritta e variabile in base al tipo di intervento eseguito.
Quanto tempo ci vuole?
Quanto dura l’intervento?
Quando il caso è stato studiato e pianificato prima dell’appuntamento, l’intervento può essere piuttosto rapido. Indicativamente, l’inserimento di un singolo impianto richiede circa 30 minuti, mentre per la riabilitazione implantare di un’intera arcata può essere necessaria circa un’ora. I tempi possono naturalmente variare in base alla complessità del caso.
Quando avrò i denti?
Quando le condizioni dell’osso e la stabilità degli impianti lo consentono, possiamo realizzare un provvisorio a carico immediato, generalmente lo stesso giorno dell’intervento o entro 24 ore. Se il carico immediato non è indicato, organizziamo comunque una soluzione provvisoria per evitare, soprattutto nelle zone estetiche o nelle riabilitazioni complete, di lasciare il paziente senza denti.
Quando sarà finito tutto?
Dopo l’inserimento degli impianti è necessario attendere il periodo di guarigione e integrazione con l’osso. In molti casi sono necessari circa 3 mesi, dopodiché si procede con la realizzazione della protesi definitiva. In presenza di rigenerazioni ossee o situazioni più complesse, i tempi possono essere più lunghi.
Rimarrò senza denti?
Nei casi in cui vengono coinvolti denti anteriori o un’intera arcata, programmiamo sempre una soluzione per evitare che il paziente rimanga senza denti.
Quando le condizioni lo consentono, possiamo realizzare un provvisorio fisso a carico immediato, applicato generalmente lo stesso giorno dell’intervento o entro 24 ore.
Se invece non è possibile caricare subito gli impianti, viene preparata una soluzione provvisoria alternativa, spesso rimovibile, da utilizzare durante il periodo di guarigione.
L’obiettivo è accompagnare il paziente durante tutte le fasi del trattamento, senza lasciarlo senza denti nelle situazioni in cui questo avrebbe un impatto estetico o funzionale importante.
Impianti dentali con poco osso: è possibile?
La presenza di poco osso non significa necessariamente che non sia possibile inserire impianti dentali.
Prima di decidere è necessario valutare con precisione la quantità e la qualità dell’osso disponibile. Nel nostro studio a Genova utilizziamo la TAC 3D, che permette di studiare l’anatomia e capire quali possibilità implantari esistono nel singolo caso.
In alcune situazioni l’osso presente è sufficiente per inserire gli impianti senza ricostruzioni. In altre può essere necessario ricorrere a tecniche di rigenerazione ossea, aumentare lo spessore dell’osso o, nei settori posteriori superiori, eseguire un rialzo del seno mascellare.
La soluzione dipende dalla quantità di osso residuo, dalla zona da trattare e soprattutto dal risultato protesico che vogliamo ottenere.
Per questo una carenza di osso non può essere valutata correttamente senza una diagnosi e, quando indicato, una TAC 3D.
TAC 3D e chirurgia guidata per impianti dentali
La pianificazione dell’intervento viene eseguita prima del giorno della chirurgia, studiando con precisione l’anatomia del paziente e il risultato protesico che vogliamo ottenere.
Nel nostro studio a Genova possiamo eseguire direttamente una TAC 3D, che permette di valutare la quantità e la forma dell’osso disponibile e la posizione delle strutture anatomiche vicine.
Quando indicato, associamo alla TAC una scansione digitale della bocca. Le due informazioni vengono combinate per progettare virtualmente la posizione degli impianti in funzione dei denti che dovranno essere realizzati.
Il progetto digitale può quindi essere trasferito durante l’intervento attraverso una guida chirurgica, realizzata appositamente per il singolo paziente.
In questo modo la posizione degli impianti non viene decisa durante l’intervento, ma studiata in anticipo sulla base dell’anatomia e del risultato finale che vogliamo ottenere.
Chirurgia guidata: quando l’intervento può essere meno invasivo
In alcuni casi la pianificazione digitale permette di inserire gli impianti con una tecnica flapless, cioè attraverso un accesso molto ridotto alla gengiva, senza dover sollevare chirurgicamente un lembo.
Quando le condizioni anatomiche lo permettono, questo può consentire di ridurre l’estensione delle incisioni e, in alcuni casi, di non utilizzare punti di sutura.
Una chirurgia meno invasiva può significare meno disagio dopo l’intervento e un recupero più rapido.
Naturalmente non tutti i casi possono essere trattati in questo modo. Quando è necessario ricostruire l’osso, modificare i tessuti gengivali o avere un accesso diretto alla zona chirurgica, può essere più indicata una tecnica tradizionale.
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